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La natura, Sante Petrolati email Autore URL Autore
.: Data Pubblicazione 27-Dic-2005 :: Letture:: 17322 :: Stampa solo questa pagina :: Stampa pagina con tutte le sottopagine:.

 

  • Senigallia:
    Senigallia fu la prima colonia fondata dai Romani sulla Costa Adriatica, agli inizi del terzo secolo a.C.. Il suo nome ricorda quello dei Galli Senoni stanziati nel territorio e sconfitti nella battaglia di Sentino, l'odierna Sassoferrato, nel 295 a.C.. Nel 1474, per concessione del Papa Sisto IV, la città passò sotto il dominio dei Della Rovere i quali nel 1508 ereditarono anche il ducato di Urbino. La dinastia, stintasi nel 1631 con la devoluzione del Ducato allo Stato Pontificio, arricchì Senigallia dei suoi più prestigiosi Monumenti (la Rocca Roveresca, Palazzetto Baviera, il Convento di Santa Maria delle Grazie, il Palazzo del Duca e la Fontana delle Anatre). A metà del Settecento, Papa Benedetto XIV avviò la costruzione dei Portici Ercolani e l'ampliazione della città. Senigallia conobbe un altro periodo di splendore sotto il pontificato di Papa Pio IX, il suo figlio più illustre, munifico benefattore della città, recentemente beatificato. Senigallia, oggigiorno, è una moderna città balneare, di circa 50.000 abitanti.
    La Rotonda a Mare... allalba... La Spiaggia di Senigallia... detta

     

  • Il Conero:
    Il Parco regionale del Cònero, istituito nel 1987, è un'oasi ambientale nata attorno al monte Cònero: 572 metri di macchia mediterannea a picco sul mare. Un'area protetta in cui è possibile passeggiare nei 18 sentieri che si snodano fra i boschi, da soli o accompagnati da guide esperte ("Forestalp" e "Natura e Turismo"), osservare il transito di uccelli migratori come il falco pellegrino e i rapaci notturni, visitare preziose testimonianze storico-artistiche, come la Torre di Guardia e la chiesetta romanica di S. Maria nella baia di Portonovo. Il monte Cònero prende il nome da un suo antico prodotto, il Komaròs, per gli antichi greci, il Corbezzolo o "ciliegio marino" per noi. Il Corbezzolo è un arbusto tipico della macchia mediterranea. I suoi frutti sono bacche rotonde di sapore dolciastro, con buccia granulosa di colore dal giallo al rosso scarlatto secondo la maturità. Raccolti a fine autunno possono essere consumati freschi o in confettura. Dal corbezzolo si produce anche un ottimo vino rosato e miele.
    Il Conero Unaltra vista del Conero...

     

  • Le Grotte di Frasassi:
    Scoperte nel 1971 e aperte al pubblico 3 anni più tardi, le Grotte di Frasassi sono una meraviglia della natura. Il percorso dentro le grotte è lungo un chilometro e mezzo. La prima caverna si chiama “Abisso di Ancona” ed è la più grande caverna sotterranea in Europa. Potrebbe contenere tutto il Duomo di Milano. Lungo il percorso ci sono gallerie e caverne con impressionanti stalattiti, stalagmiti, laghetti e rocce con forme e colori incredibili. All’interno la temperatura, di circa 12 gradi, è costante tutto l’anno. La visita è guidata in italiano o inglese. Vicinissime alle grotte ci sono le Terme di San Vittore, dove è possibile fare cure estetiche con acque termali. Nella zona è anche possibile fare rafting, trekking ed equitazione.
    Genga - Le Grotte Di Frasassi Unaltra stanza delle grotte...


  • Il Parco della Gola della Rossa:
    Scavata dal'Esino, è sovrastata da monti impervi e acuminati. Vi si affacciano numerose grotte che sono state spettatrici della lenta evoluzione dell'uomo preistorico. La Gola della Rossa è compresa tra i monti Revellone (841 m) a sud, Murano (882 m) e Vernino (817 m) a Nord. Sulle rocce si insedia una vegetazione rupicola specializzata e di particolare pregio come la Moehringis papulosa (esclusiva della Rossa, del Furlo, di Frasassi), Rhamnus saxatilis, Potentilla caulescens, Iberis saxatilis. Nella parte sottostante, dove si accumulano i detriti provenienti dall'erosione dei settori più elevati, si sviluppano pascoli aridi a sesleria dell'Appennino, specie diffusa in quota e qui rinvenibile ad appena 300 metri di altitudine. Specie assai interessanti in zona sono la Genista michelii, la Ruta divaricata, l'aglio montano e l'asfodelo giallo. Sul versante idrografico destro, completamente rupestre e ricoperto da vegetazione boschiva con significative intromissioni di vegetazione mediterranea, si rinvengono boschi misti di carpino nero penetrati da una folta popolazione di bosso. La Gola della Rossa, la cui struttura geologica (a base di calcare massiccio) è simile a quella della vicina Frasassi, presenta numerose e vaste cavità carsiche. La Grotta del Vernino il cui ingresso è costituito da un ampio finestrone, si apre sul versante sinistro. L'interno è ricco di concrezioni di calcare purissimo. All'imbocco di alcune grotte, come quella della Ferrovia, sono stati rinvenuti importanti ritrovamenti fossili di mammiferi piccoli e grandi. Di particolare interesse quelli dell'orso. La gola è tuttora frequentata dall'aquila reale, dal gufo reale, dal falco pellegrino e da altri rapaci. Interessante la presenza nell'ambiente fluviale del merlo acquaiolo e del cervone, il più grosso serpente presente in queste zone. Di interesse storico è la presenza sulle pendici del Monte Revellone dei ruderi del monastero benedettino di Grottafucile.
    Parco Gola della Rossa dal Parco Gola della Rossa...


  • Il Parco dei Sibillini:
    La tradizione vuole che Visso, oggi sede del Parco Nazionale, sia stato fondato ben  907 anni prima dell’era di Roma e che, dal suo riconoscimento come libero comune e fino all’invasione napoleonica, fosse diviso in cinque distretti chiamati "Guaite" che comprendevano anche Castelsantangelo ed Ussita.  Un territorio ricco di castelli e torri di vedetta, che ancora oggi  caratterizzano la struttura di numerosi centri abitati, edificati dai valligiani per difendersi dalle ripetute incursioni dei Saraceni.  Nei prati di Ragnolo, nel periodo estivo, si possono osservare splendide fioriture di orchidee, liliace ed altre interessanti specie come la fritillaria dell’Orsini, il narciso o l’astro alpino.  Nella valle del Fiastrone, impressionante forra scavata dalle acque, si trova la Grotta dei Frati antico e suggestivo eremo dei monaci Clareni, dell’anno mille.  A monte del lago di Fiastra, dove si rispecchiano le vette dei monti circostanti, si possono raggiungere la suggestiva valle dell’Acquasanta con le sue splendide cascate e la grotta dell’orso, toponimo che testimonia la passata presenza di questa specie anche sui Sibillini.  I Sibillini nel medioevo erano conosciuti in tutta Europa come regno di demoni, negromanti e fate. Fra le numerose leggende le più famose sono quelle della Sibilla, "Illustre profetessa" che viveva in una grotta sita sull’omonimo monte e quella di Pilato secondo la quale il corpo esanime del famoso procuratore romano fu trascinato da alcuni bufali nelle acque rosseggianti del "demoniaco" lago, sito nell’alta incisione valliva che attraversa longitudinalmente il massiccio del Vettore. Poco distante si trova la Gola dell’Infernaccio, in cui aleggiano ancora i ricordi di antichi riti negromantici e suggestivo esempio dell’ erosione operata dal fiume Tenna sui calcari della zona. Inoltre sul vasto territorio, è possibile incontrare il lupo, l’astore e l’aquila reale.
    La catena montuosa dei Sibillini Cresta del Monte Sibilla

 

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